Marcello Morchio
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Nov

Marcello Morchio, fondatore di Data Science Seed

Una laurea in ingegneria ad indirizzo informatica e intelligenza artificiale presa nel 1993 all’Università di Genova e rimasta in un cassetto per vent’anni, fino al momento in cui si è presentata la necessità di rinnovarsi, lavorativamente parlando. La storia di Marcello Morchio, come data scientist di professione, animatore e fondatore insieme a Franco De Mattei della community Data Science Seed, comincia quando decide di rimettersi a studiare e cerca altre persone con interessi e competenze sull’AI.

Di necessità virtù. Sono nati così, nel 2018, i meet up di Data Science Seed, legati alla IAML (Italian Association for Machine Learning) e ha cominciato a prendere forma la vivace comunità di appassionati che da poco è diventata associazione con lo scopo di accrescere le competenze tecnologiche del territorio.

Che cosa sono i meet up di Data Science Seed?
Sono occasioni di incontro tra appassionati con il coinvolgimento di speaker di livello nazionale e anche internazionale e la creazione di challenge. Tra le persone coinvolte ci sono spesso imprenditori locali che mettono a disposizione data set per fare esercizio.

Quante persone coinvolgono?
Grazie alla partecipazione a C1A0 EXPO l’anno scorso la community è cresciuta moltissimo. Prima agli incontri erano presenti mediamente 50/60 persone, adesso, anche se online le presenze fisiologicamente calano, ci sono tra i 70 e i 150 iscritti. Fino ad oggi ci sono state una quindicina di riunioni e hanno coinvolto circa 700 persone.

L’identikit del “meetupper”?
La communty è composta per lo più da programmatori e sviluppatori, ci sono alcuni studenti e ci sono anche imprenditori interessati perché utilizzano all’interno delle loro aziende machine learning e soluzioni che impiegano AI. A volte ci chiedono informazioni entry level o anche sperimentazioni su casi specifici ed è molto stimolante lavorare su soluzioni applicabili concretamente. Abbiamo organizzato anche dei data challenge a partire da esigenze reali coinvolgendo le aziende. Si tratta di attività time consuming, ma attraverso le quali si acquisiscono competenze concrete.
Ci piacerebbe avere con noi più studenti!

Qual è il futuro della community?
Già prima dell’emergenza covid organizzavamo gruppi di studio e corsi online, l’intenzione è proseguire nelle attività organizzando gruppi di studio più strutturati, aprirci a progetti da sviluppare insieme alle aziende, fare didattica e mettere a disposizione soluzioni in cloud.

I meet up si tengono anche in altre città: che cosa contraddistingue Genova?
Altrove, come a Milano, Roma e Torino, i partecipanti sono soprattutto ricercatori. La particolarità genovese è una presenza consistente di imprenditori che, oltre a partecipare, ci aiutano sponsorizzando alcune iniziative. Dal punto di vista del “sottobosco” tecnologico, Genova è estremamente vivace e ci sono tante iniziative che non sempre emergono. C1A0 può fare la differenza e valorizzarle.

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